Psicologia a Torino e Volvera

Rossella Giacometti Tel.3737005864 – Grazia Ballatore Tel.3331855353

In alcuni momenti esistenziali la vita ci pone di fronte a delle domande che possono suscitare angoscia, incertezza, smarrimento:

  • sono normale?
  • è normale quello che provo?
  • è normale quello che penso?
  • il mio comportamento è adeguato?

Anziché rimanere nel silenzio e nell’isolamento, è possibile rivolgersi ad un professionista per avere un rimando esterno che consenta un confronto con un pensiero altro e aiuti a non affrettarsi a trovare la risposta ma al contrario inviti a prendersi il tempo di riflettere sulla domanda e sulle  molteplici possibilità di rispondervi,  che stimoli l’esplorazione delle risorse creative individuali nella prospettiva di un adattamento all’ambiente che sia il più salutare possibile sia per l’individuo che per il suo contesto di riferimento.

Ma a quale professionista rivolgersi?

Lo Psicologo

Lo psicologo è un professionista della salute mentale che ha conseguito una laurea quinquennale in Psicologia, ha effettuato un tirocinio annuale presso un servizio di psicologia, ed è abilitato all’esercizio professionale in seguito al superamento dell’esame di stato che gli consente di essere iscritto ad un ordine professionale regionale; si occupa di valutazioni, fornisce consulenza ad altri professionisti o a gruppi di lavoro su tematiche specifiche, fornisce sostegno individuale a soggetti in difficoltà o a coloro che hanno il desiderio di approfondire la conoscenza di loro stessi.

Lo psicologo utilizza:

  • test a scopo conoscitivo e si avvale del colloquio allo scopo di potenziare le risorse adattive nell’ottica del benessere individuale e collettivo;
  • tecniche linguistiche ristrutturazioni, metafore, giochi di parole, parafrasi, ecc.. allo scopo di mettere in luce nuove prospettive di evoluzione della propria narrazione personale, e ciò ha inaspettatamente un effetto ristrutturante anche retroattivo.

Questo significa che raccontare e ri-raccontare la propria storia è un modo attraverso cui diviene possibile produrre dei cambiamenti, che possono essere anche significativi e profondi.

Lo psicologo può intervenire in momenti di difficoltà ma in assenza di patologia, allo scopo di dare nuovi strumenti per gestire emotivamente e/o cognitivamente, la situazione di difficoltà come crisi coniugali, problemi con i figli, supporto nell’elaborazione di un lutto; gestione di cambiamenti radicali della vita; difficoltà relazionali; ma anche desiderio di capirsi e conoscersi meglio; migliorare di alcuni aspetti della propria personalità; gestire al meglio lo stress.

Nei casi in cui esiste una patologia lo psicologo interviene sul singolo o sul gruppo, con una finalità di sostegno, di riabilitazione o di consulenza, ad es.: gruppi di autoaiuto; supporto alla famiglia di una persona depressa; intervento di empowerment sulla persona sofferente; lavoro sulla presa di coscienza del proprio stato patologico per poter dare alla persona la possibilità di valutare ed eventualmente scegliere un percorso di cura; ridefinizione degli obiettivi di vita dopo un trauma.

Lo Psicoterapeuta

Quando c’è una esplicita situazione di disagio inteso come malessere si presenta  l’urgenza di una domanda di cura. L’individuo si rivolge a qualcuno che lo aiuti perché si sente in balia dei propri sintomi, e vorrebbe riportare la situazione verso uno stato di salute, intesa come il raggiungimento di un equilibrio psichico ed emotivo e lo psicoterapeuta lo fa prendendo in carico la persona nella sua dimensione emotiva, relazionale e sociale, orientandola a compiere un percorso individuale oppure di gruppo.

Ma cosa significa prendersi cura dell’altro?

Il termine cura è controverso, da un lato rimanda ad una dimensione relazionale ed è inteso come “prendere a cuore,  farsi carico di qualcosa o qualcuno”, d’altro canto, e ultimamente in modo sempre più frequente, la dimensione di cura rimanda al corpo, alle cure mediche, e alla necessità per il paziente di fare in fretta. Lo psicoterapeuta deve ricondurre il paziente alla pazienza: per curare qualcuno dobbiamo sapere chi è, che cosa pensa, che progetti ha, per che cosa gioisce e soffre. E’ dunque necessario ampliare il discorso che verte sul disturbo in modo da consentire il paziente di parlare della sua vita. Lo psicoterapeuta  offre spunti attraverso l’interpretazione, il confronto, l’invito alla cuhiarificazione, incoraggia a elaborare attraverso domande, convalida empaticamente il vissuto del paziente, consiglia e conferma muovendosi da un versante espressivo ad un supportivo.

 Lo Psicoanalista

Lo psicoanalista è un professionista che ha compiuto un percorso di analisi personale come  “analizzante” e che, terminato il suo percorso fino alla scoperta del desiderio di occupare la posizione dello psicanalista per “qualcun altro che domanda” mette la sua esperienza di analisi a disposizione del suo lavoro. Non è necessariamente un medico o
uno psicoterapeuta, ma è essenzialmente un professionista dell’ascolto. Rinunciando a vedere il disagio secondo un modello medico, sociale e culturale; considerando il disturbo non come un “difetto da aggiustare” della  salute ma come un discorso “diverso” e ad un altro livello, spesso inconscio, della persona che lo va a trovare,  lo psicanalista si pone in ascolto di quel “discorso” nuovo e sconosciuto e che mostrerà al soggetto che lo porta una “nuova strada” da percorrere.

La lunga esperienza di ascolto del proprio inconscio, maturata attraverso la propria analisi, mette lo psicanalista nella condizione di poter ascoltare l’inconscio dall’altro, bambino, ragazzo o adulto che sia,  e di agire attraverso la parola che arrivando dalla verità del soggetto ne modifica la struttura rendendolo aperto al cambiamento.

Lo psicanalista coglie nel discorso e nella relazione delle persone le dinamiche profonde del soggetto  fissate su modalità di comportamento inconsce e  mira a rendere il soggetto consapevole di esse in modo che egli possa apprendere ad utilizzarle a proprio vantaggio anziché subirle.

Le domande non sono mai indiscrete.
Le risposte lo sono, a volte.

Oscar Wilde

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La nostra missione

Se c'è qualcosa che vorremmo cambiare in un bambino prima dovremmo esaminarla e vedere se non è qualcosa che faremmo meglio a cambiare in noi stessi.

Carl Gustav Jung

Solo con lo studio del patologico si arriva a comprendere il normale.

Sigmund Freud

Il compito di Merry Poppins è la promozione (per bambini e adulti) del benessere nella relazione con se stessi, con gli altri e con l’ambiente attraverso la comunicazione, il gioco e la parola; individuare nella difficoltà di relazione e di apprendimento le potenzialità che permettono di superarle è il suo scopo e l’ascolto del disagio il suo strumento per fare della disabilità e del disagio una risorsa invece che un limite.